COMPAGNIA BONDAVALLI

La Compagnia Manuela Bondavalli viene fondata nel 1995 a Londra da Manuela Bondavalli. Dal punto di vista compositivo, il gruppo sviluppa negli anni un suo originale linguaggio che si integra con un uso innovativo degli oggetti di scena e di materiali diversi. I danzatori creano immagini accessibili che, insieme all’uso di oggetti quotidiani e suoni familiari, mirano a fornire al pubblico la chiave per entrare in un mondo immaginario. Le produzioni della compagnia includono la video-danza e sono sempre aperte alla collaborazione con altri artisti quali  musicisti, compositori, visual designers, video makers e registi.
Tra i vari collaboratori: Paolo Benvegnù – cantautore, Massimo Pozzoli – light designer, Umberto Ottaviani – videomaker, Gabriella Tanfoglio – attrice, Sara Poli – regista, Pietro Arrigoni – regista, e Silvia Barbieri – regista.
Tre produzioni della compagnia in particolare esplorano l’utilizzo del video: ‘Bubbles in the fast lane’ (video selezionato nel 1996 al concorso ‘Il Coreografo Elettronico’ per partecipare al Festival ‘Videodanzando’ – Palermo, Cantieri dello Zita); ‘Um ha!’ del 2001 e  il più recente ‘Alice Underground’ del 2005, spettacolo che vede la commistione tra movimento, design, video e testo.

La compagnia partecipa, negli anni, a vari festivals in Italia ed all’estero tra i quali:  The Place, Bonnie Bird Theatre | Londra
La maratò de L’espectacle  | Barcellona; Zurigo
CRT e Cantieri Emergenti  | Milano
Danze d’inverno  | Firenze;
Festival Danza Estate | Bergamo;
Festival Lavori in Pelle | Ravenna ,
Teatralmente intrecci - Teatro Miela | Trieste
Festival Gardadanza  | Brescia,
Altri Percorsi del CTB | Brescia,
Festival Danza Brescia del Circuito Danza | Brescia,
Lombardia | Sconfini;
Festival Danza Urbana | Bologna.

Dal 1999 al 2001 la compagnia Manuela Bondavalli ottiene la residenza triennale del festival internazionale Gardadanza sotto la direzione di Gigi Cristoforetti.

PRODUZIONI
XXinternos (1995) – solo
Behind Apples (1995) – sestetto
Vanishing points (1995) – quartetto
Site specific (1996) – spettacolo itinerante per 15 performers ideato per le piazze e strade di Bologna.
In between two train straps (1997) – quartetto – musica originale G. Barry; visual design M. Scianna – in collaborazione con il “Croydon College of Arts”
Bubbles in the fast lane – video (1997) video selezionato al concorso ‘Il Coreografo Elettronico’ per partecipare al Festival ‘Videodanzando’ – Palermo, Cantieri dello Zita
Anima perplessa…cammino sui pop corn (1998) – assolo
Anima in vinile (1999) – quartetto -Coproduzione Gardadanza  - vince la selezione per le due migliori compagnie in Lombardia, promossa dal CRT di Milano, partecipando così alla rassegna “Short Formats”.
Nd’adje (1999) – spetttacolo itinerante per 20 performers – per le vie del centro di Brescia – organizzazione Festival Gardadanza, in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore,
Infrangibile (2000) - in coproduzione col Festival Gardadanza – spettacolo per quattro danzatori e sei musicisti prodotto da Gardadanza in collaborazione con il Comune di Brescia (coreografia: M. Bondavalli; Musica originale: Paolo Benvegnù – SCISMA-; disegno luci: Massimo Pozzoli)
La giostra (2000) - spettacolo itinerante realizzato per il Centro Teatrale Bresciano – performance per sette danzatori, un’attrice e una giostra
p.l.e.x. (2001) - quartetto - collage musicale di Paolo Benvegnù e Gianmarco Martelloni
Pure Organic (2001-2002)  -  installazione per corpi e voce sola - in collaborazione col Comune di Brescia
La nascita delle forme (2002), intervento video per Rai 3 – Regione Val D’Aosta
UM AH! (2003) - quartetto -  video
Alice (2003) performance per 2 danzatrici, 2 fotografi, 2 cerimonieri e un cantante (Gianmarco Martelloni)
Alice Underground (2004-2005) - trio - movimento, voce e video
Container – Evento Primo (2007) ideazione: M.Bondavalli - danzatori: Jess curtis e Maria Francesca Scaroni, chef: Roberto Abbadati, attrice: G. Tanfoglio, manipolatore di suoni: Vittorio Guindani.

Spettacoli per ragazzi, ideati in collaborazione con Beatrice Faedi: Le piccole voci (1999) realizzato con il contributo del Comune di Brescia e Una riga più in basso (2000), spettacolo realizzato in collaborazione con il Comune di Brescia, con il patrocinio dell’Assessorato alla P.U. Giappone di Roma

 

COMPAGNIA BONDAVALLI

ALICE UNDERGROUND

ideazione e coreografia Manuela Bondavalli
con Mariasole dell’Aversana, Claudia Rossi, Gabriella Tanfoglio
video Giacomo Rebuzzi, Nicola Lucini
luci Edoardo Chiaf – costumi Sandra Magrograssi – set Alessandro Sufflico

Tratto dalla prima opera di Lewis Carroll, Alice Underground è uno stravagante viaggio sotterraneo nelle profondità dell’inconscio. Sulla scena un’impalcatura crea l’accesso tra superficie e sottosuolo, quasi fosse un’asse verticale che congiunge i poli della stessa sfera. In un sorprendente universo multidimensionale che sovverte qualunque legge dello spazio e del tempo, Alice si sdoppia, cresce e decresce, ora rimpicciolita ora ingrandita pone la sua condizione sotto l’occhio di una lente deformante, destreggiandosi in un dedalo fatto di immagini e voci oniriche. Ad emergere dall’abisso è il tema del doppio che si concretizza in una riflessione sulla polarità della dimensione umana.

Lo spettacolo utilizza danza, parola e video stratificando diverse dimensioni spazio-temporali, ritmi e suoni a tratti esageratamente dilatati e insolite dinamiche della voce che mirano a creare un ricco mondo di immagini surreali. Il video contribuisce a portare lo spettatore nei diversi mondi possibili di Alice: a volte aprendo la scena su inaspettati corridoi, a volte ingigantendo il corpo e favorendo lo sdoppiamento della protagonista, a volte animando le carte.

La ricerca sulla voce è strettamente legata al movimento e al corpo che vengono utilizzati come luogo di risonanza: la corporeità e la fisicità creano il suono e la parola, allo stesso tempo la parola torna a nutrire il mondo interiore del performer e la sua presenza. Il testo viene scomposto in tanti piccoli frammenti che potrebbero anche venire riordinati diversamente ogni volta per creare suggestioni, mai una narrazione vera e propria. Si ritrovano le carte, Alice ingigantita e rimpicciolita, la Regina di cuori, la caduta, il serpente, che si susseguono in un’associazione libera di immagini, parole, e gesti, senza scopi preordinati se non quello di solleticare le potenzialità immaginative del pubblico e di portarlo oltre le visioni proposte, che diventano metafora della complessa dimensione umana.